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I
romani dettero un forte impulso alla sviluppo
della Napoli sotterranea, perchè non solo
continuarono l’opera di scavo per ricavare il
materiale da costruzione, ma collegarono le
varie cave con cuniculi, tunnel e canali per
convogliarvi le acque del Serino, una
fonte a 70 Km da Napoli, e trasformarle così in
cisterne. In questo modo da ogni casa, tramite
un pozzo, si poteva accedere alla cisterna
sottostante e approviggionarsi d’acqua.
Accresciuto ed ampliato nei secoli successivi,
il sistema creato dai romani fu usato da tutta
la città per l’approvvigionamento idrico, fino a
quando nel Seicento si cominciò a costruire un
nuovo acquedotto parallelo: così lentamente le
cisterne andarono svuotandosi, avendo perso la
loro funzione originaria, anche se una parte del
sistema rimase in funzione fino ai primi del
Novecento, quando fu definitivamente
abbandonato.
Ma la storia del sottosuolo napoletano non
terminava qui, anzi, il sistema idirico persa la
funzione originaria, fu adibito dai napoleti a
svariati scopi, come abitazione nei periodi di
carestia, come nascondiglio e come rifugio
antiareo durante i bombardamenti della seconda
guerra mondiale.
E proprio i segni di questo recente passato,
lasciati dalle migliaia di napoletani che
abitarono il sottosuolo cittadino, rendono
la visita alla Napoli sotterranea un’espereinza
unica e di grande interesse. |