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Una
visita della Napoli sotterranea è un’esperienza
che cambia decisamente il modo di vedere la città e che
meglio di qualunque altra visita guidata fa comprendere
il passato e la storia millenaria di “Partenope”.
Sotto i marciapiedi affollati ed i vicoli di
SpaccaNapoli, sotto le strade cittadine ricoperte
con i lastroni del
Vesuvio, ad oltre 40 metri di profondità, si estende
un vasto e suggestivo intrigo di caverne, cisterne,
cunicoli e pozzi che vanno a costituire una città
sotto la città!
Già cinquemila anni fa i primi abitanti del Golfo
avevano scavato la pietra tufacea di origine vulcanica
del sottosuolo napoletano. Succesivamente anche i coloni
greci usarono il tufo, materiale abbondante e di facile
lavorazione, per costruire le loro fortificazioni,
templi ed abitazioni. Il materiale da costruzione veniva
ricavato direttamente dal sottosuolo sopra al quale si
edificava. Così man mano che NeNapolis cresceva si
andava formando in profondità una immagine speculare
della città.
I
romani dettero un forte impulso alla sviluppo
della Napoli sotterranea, perchè non solo
continuarono l’opera di scavo per ricavare il
materiale da costruzione, ma collegarono le
varie cave con cuniculi, tunnel e canali per
convogliarvi le acque del Serino, una
fonte a 70 Km da Napoli, e trasformarle così in
cisterne. In questo modo da ogni casa, tramite
un pozzo, si poteva accedere alla cisterna
sottostante e approviggionarsi d’acqua.
Accresciuto ed ampliato nei secoli successivi,
il sistema creato dai romani fu usato da tutta
la città per l’approvvigionamento idrico, fino a
quando nel Seicento si cominciò a costruire un
nuovo acquedotto parallelo: così lentamente le
cisterne andarono svuotandosi, avendo perso la
loro funzione originaria, anche se una parte del
sistema rimase in funzione fino ai primi del
Novecento, quando fu definitivamente
abbandonato.
Ma la storia del sottosuolo napoletano non
terminava qui, anzi, il sistema idirico persa la
funzione originaria, fu adibito dai napoleti a
svariati scopi, come abitazione nei periodi di
carestia, come nascondiglio e come rifugio
antiareo durante i bombardamenti della seconda
guerra mondiale.
E proprio i segni di questo recente passato,
lasciati dalle migliaia di napoletani che
abitarono il sottosuolo cittadino, rendono
la visita alla Napoli sotterranea un’espereinza
unica e di grande interesse.
Esistono diversi punti di accesso alla Napoli
sotterranea, così come diversi sono i
percorsi storici e gli strati della città
coinvolti. Varie associazioni cittadine si
occupano da alcuni decenni di riqualificare e di
rivalutare questo patrimonio di immenso valore
che Napoli serba nel suo ventre. Attraverso
queste associazioni è possibile effettuare
visite guidate:
Per avere un
primo aprroccio a ciò che ci riserva il
sottosuolo è sufficiente recarsi a Piazza
Bellini, non distante dalla fermata Dante della
linea 1 della metropolitana e lì ammirare una
parte delle mura di tufo dell’antica città greca
sottostante.
Inoltre una
visita agli scavi archeologici di San Lorenzo
Maggiore, nella chiesa omonima, consente di
avere un’altra suggestiva
immagine del sottosuolo napoletano, fra mura
greco-romane, cisterne e tunnel scavati nel
tufo.
L’ingresso alla chiesa si trova in Piazza San
Gaetano, proprio ad uno dei capi di Via San
Gregorio Armeno, la celebre via dei presepi.
Sito web:
www.sanlorenzomaggioreNapoli.it
Infine non bisogna dimenticare le
catacombe di San Gaudioso
e di San Gennaro ed il cimitero delle
Fontanelle , che rappresentano altre
suggestive visioni della Napoli che giace nel
sottosuolo. |