Così nel fare
degli scavi ebbe la fortuna di imbattersi nel Teatro
e ne ricavò molti marmi, colonne e statue. Gli scavi
fatti dal Principe per circa cinque anni furono
eseguiti con molta irregolarità e siccome le statue
apparivano in quantità di gran lunga superiore al
bisogno, il principe cominciò a metterle in commercio.
Molti reperti furono dallo stesso donati e portati
all'estero; alle prime scoperte seguirono le prime
razzie ai danni di Ercolano. Con l'avvento di Carlo
di Borbone ebbe termine la razzia e iniziarono scavi
regolari.
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La notizia della
straordinaria scoperta di Ercolano corse attraverso
tutta l'Europa; a dare pubblicità alla scoperta
fu soprattutto il celebre archeologo tedesco Winckelmann,
le sue notizie e le sue considerazioni estetiche
influenzarono il mondo delle lettere, orientando
lo stile e il costume dell'epoca verso quelle forme
che da lui e dalla scoperta di Ercolano si dissero
neo-classiche.
Incominciarono
così a calare all'ombra del Vesuvio i primi viaggiatori,
avanguardia di quell'esercito che sempre più numeroso
avrebbe invaso Ercolano nei secoli successivi.
La Villa dei
Papiri, dalla quale fu recuperato un favoloso tesoro
di sculture e la biblioteca di papiri, è una villa
sontuosa (si estende per più di 250 metri, parallelamente
alla linea del litorale), ampia come una dimora
imperiale; era di per se un vero e proprio
museo d'arte e una biblioteca di scritti
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